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Non superare questo valore riduce del 33% il rischio di eventi cardiovascolari
Con il passare degli anni, mantenere i livelli massimi della pressione sanguigna entro i 120 millimetri di mercurio (mmHg) riduce il rischio di eventi cardiovascolari. Lo afferma, in studio pubblicato sulla rivista Jama, un team di ricercatori statunitensi diretto da Jeff Williamson, del Wake forest baptist medical center di Winston-Salem. Gi esperti hanno dimostrato che il valore di pressione sistolica pari a 140 mmHg, che negli Stati Uniti viene considerato come “nella norma”, dovrebbe essere ridimensionato, almeno per gli anziani. In Italia, invece, il valore di 120 mmHg viene ritenuto come “soglia massima da non superare”, non soltanto per le persone in età avanzata, ma per l'intera popolazione.

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Durante la ricerca, gli autori hanno coinvolto 2.636 persone di età pari o superiore a 75 anni, che soffrivano d'ipertensione. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi e sono stati invitati a seguire dei trattamenti diretti a ridurne la pressione sanguigna. In particolare, il primo gruppo doveva restare entro un valore massimo di 120 mmHg, mentre l'altro entro i 140 mmHg. I ricercatori hanno monitorato la pressione dei volontari ogni tre mesi, per un periodo di circa tre anni e mezzo. Se necessario, modificavano la dose dei farmaci in base alle esigenze di ciascun soggetto.

Al termine dell'esperimento, è emerso che entrambi i gruppi avevano giovato delle terapie anti-ipertensive. Tuttavia, le condizioni sanitarie dei partecipanti che avevano mantenuto i livelli pressori entro i 120 mmHg erano migliori. Rispetto agli altri, infatti, questi soggetti correvano un rischio inferiore del 32% di morte e del 33% d'incorrere in eventi cardiovascolari come infarto, scompenso cardiaco e ictus.

“Quasi la metà degli anziani che vengono ricoverati in ospedale al momento della diagnosi o del ricovero soffrono di complicanze dell'ipertensione, come l'insufficienza cardiaca, l'ictus o l'infarto – osserva il professor Williamson -. I nostri risultati hanno implicazioni importanti per il futuro della terapia dell'ipertensione negli adulti più anziani, sia a causa dell'elevata prevalenza della pressione alta in questa fascia d'età, sia a causa delle conseguenze devastanti che l'ipertensione può avere sulla capacità degli anziani di essere indipendenti”.

 

 

 

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