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La dieta iposodica dovrebbe essere seguita solo dalle persone ipertese che consumano alimenti troppo salati
Il segreto per stare bene? Consumare 3-4 grammi di sale al giorno. Assumerne di più, ma anche di meno, potrebbe fare male alla salute. Lo sostiene, in uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet, un team internazionale di ricercatori diretto da Andrew Mente, dell'Hamilton Health Sciences di Hamilton (Canada). Secondo gli scienziati, la dieta iposodica farebbe bene solo alle persone affette da ipertensione che consumano cibi troppo salati. Alle altre, invece, potrebbe nuocere: assumere meno di tre grammi di sale al giorno, infatti, potrebbe aumentare il rischio di morte e di sviluppare malattie cardiovascolari.

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La ricerca è stata condotta su 133.118 persone dell'età media di 55 anni, residenti in 49 paesi diversi. Di queste, 63.559 soffrivano d'ipertensione, mentre le altre 69.559 avevano la pressione sanguigna nella norma. Gli autori ne hanno monitorato lo stato di salute per circa 4 anni e due mesi. Al termine di questo periodo, hanno scoperto che seguire una dieta iposodica potrebbe aumentare il rischio di mortalità e di andare incontro a infarti e ictus. Questo varrebbe non solo per i soggetti con livelli pressori nella norma, ma anche per gli ipertesi. Inoltre, hanno osservato che, al contrario di quanto si crede, l'assunzione elevata di sale farebbe male solo alle persone affette da ipertensione.

In particolare, lo studio ha evidenziato che sia l'alto consumo di sale (più di 6 grammi al giorno) per le persone ipertese, sia l'assunzione bassa di sodio (meno di 3 grammi al giorno) per i soggetti ipertesi e non ipertesi, sarebbero associati all'aumento del numero di decessi e delle probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari. Secondo gli scienziati, ciò significa che indipendentemente dal livello della pressione sanguigna, gli individui dovrebbero optare per un consumo moderato di sale, quindi assumerne da 3 a 4 grammi al giorno. Perché se è vero che consumarne poco aiuta ad abbassare la pressione, i rischi che si corrono potrebbero essere superiori ai benefici ottenuti.

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“I nostri risultati dimostrano che l'assunzione quotidiana di sale dovrebbe essere ridotta dalle persone affette da ipertensione che seguono diete caratterizzate da un elevato contenuto di sodio – osserva il dottor Andrew Mente -. Gli effetti di un basso consumo di sale sulla pressione sono modesti, rispetto a quelli di un'assunzione moderata. Ma un ridotto introito di sodio determina anche altre conseguenze, compreso il nocivo aumento del livello di alcuni ormoni che può pesare più di eventuali benefici. La domanda che bisognerebbe porsi non è quindi se un basso consumo di sale riduce la pressione sanguigna, ma se migliora la salute”.

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